Castelvetrano (Trapani). Il paesaggio è di quelli a tinte forti: una linea costiera frastagliata e selvaggia; il parco archeologico più esteso dEuropa, immerso in una lussureggiante macchia verde che accoglie i templi e le vestigia della città di fondazione greca; un entroterra a tavoliere punteggiato di ulivi e altre coltivazioni. Qui, a picco su una baia che ospita il porticciolo, a partire dal secondo dopoguerra è sorta Marinella di Selinunte, borgata quasi pittoresca nel disordine di una crescita informale (ma non abusiva, a differenza della consorella Triscina allopposto margine ovest del parco): semideserta dinverno e affollatissima destate.
Sotto la spinta del critico di architettura Luigi Prestinenza Puglisi, lamministrazione comunale di Castelvetrano, guidata dal sindaco Gianni Pompeo, in collaborazione con gli Ordini degli architetti e degli ingegneri di Trapani, ha messo in atto una procedura insolita: un workshop-concorso i cui risultati costituissero la base per successivi approfondimenti progettuali, allo scopo di realizzare interventi di riqualificazione di alcune aree degradate di Marinella (assi viari, tracciato ferroviario dismesso, spazi aperti e percorsi di connessione tra la parte alta della borgata nella zona orientale e il mare). Liter ha contemplato tre fasi. Una prima di selezione su curriculum, tra 71 candidature, di 5 raggruppamenti di professionisti under 45 supportati ciascuno da un artista e a cui venivano affiancati dufficio 5 architetti o ingegneri neolaureati (selezionati in base al merito scolastico e alletà), per un totale di 25 partecipanti (di cui 16 ragazze). Una seconda, inerente il workshop vero e proprio: dal 23 al 26 ottobre scorso tutte le équipe sono state convocate a Marinella di Selinunte per confrontarsi lavorando gomito a gomito. Una terza fase in cui i gruppi hanno avuto oltre due mesi di tempo per elaborare le proposte progettuali e sottoporle alla giuria di rango radunata da Puglisi, che la presiedeva: tra gli altri, Flavio Albanese, Odile Decq (che ha elaborato alcune proposte per il waterfront e lampliamento del porto), Giuseppe Gini (soprintendente ai Beni culturali), Orazio La Monaca (architetto locale artefice di numerose opere ora raccolte in una monografia pubblicata a gennaio da Edilstampa con prefazione dello stesso Puglisi), Giuseppe Nannerini, Marcello Panzarella.
Le proposte non mancano certo di appeal né di fantasia: un catalogo fin troppo esteso che spazia dallarte pubblica alledutainment passando per il landscaping. Ma il punto non è tanto questo, quanto constatare se al già rassicurante conferimento degli incarichi, avvenuto nelle settimane scorse a tutti e 5 i raggruppamenti come stabilito dal bando, secondo la graduatoria decretata dalla giuria (vedi box), faranno seguito i cantieri. Nelle casse comunali i fondi (europei) non mancano; chissà che, come si augura lo stesso Puglisi, questa operazione non sia una buona occasione per sfatare i luoghi comuni sulla sua regione dorigine.
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